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Buone letture

Vittorugo Contino
Il tempo di ieri
Vita e pensieri di fotografo
a cura di Antonio Maraldi
Società Editrice «Il Ponte Vecchio»
Cesena, 2005, pp. 120, € 13,00

05.06.06

L'autore di questo libro, Vittorugo Contino, mi è stato maestro di fotografia e di cinema nel corso di un'amicizia che dura da venticinque anni. Per questo forse le mie note non sono del tutto obiettive e me ne scuso con i lettori.

"Il tempo di ieri" è un libro di immagini e di affabulazioni, le memorie di un grande fotografo, cineoperatore e direttore della fotografia. Non il bilancio di una vita, ma l'ennesimo progetto di un signore che, a ottant'anni suonati, continua infaticabile a inventare e realizzare nuove idee.

Le fotografie e i testi si snodano lungo mezzo secolo di storia: la crisi di Suez nel 1956, la guerra di liberazione in Algeria nel '59,  la tragedia del Vajont nel '63, un viaggio di sessantamila chilometri intorno al mondo nel '65. E, nel '67, il film-inchiesta di Alessandro Perrone "Vietnam, guerra senza fronte", in cui la camera di Contino racconta in presa diretta la guerra, quella vera. Una testimonianza più impressionante delle storie spettacolari reinventate da Hollywood decenni dopo.

Al centro (del libro e della vita dell'autore), il lungo rapporto con il grande poeta "americano europeo" Ezra Pound (del quale è testimonianza lo splendido libro di immagini e versi "Ezra Pound in Italy" del 1970).

Poi il cinema: operatore, direttore della fotografia o fotografo di scena, Vittorugo Contino ha attraversato la stagione d'oro del cinema italiano. "Il tempo di ieri" ricorda i kolossal degli anni '50 come "La caduta dell'impero romano" o "Ben Hur", che lo videro operatore alla macchina. Poi il tempo del neorealismo (fotografo di scena nel "Generale della Rovere" e "Era notte a Roma" di Rossellini, in "Kapò"  di Pontecorvo...). Nel libro si susseguono istantanee di personaggi come Milos Forman, Federico Fellini, Francesco Rosi, Roberto Rossellini, Vittorio De Sica, Moris Ergas, Angelo Rizzoli, Gillo Pontecorvo e tanti altri. Una sequenza intrigante, senza pause.

"Il tempo di ieri" è un libro che non può mancare nella biblioteca di chi ama la fotografia e il cinema. Anche perché riporta la freschezza della cronaca in una storia recente della quale stiamo già perdendo la memoria.

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