Come guardare le fotografie nell'era del telefonino

24 ottobre 2018

Immagino che tu sia davanti a un personal computer con uno schermo a colori di almeno 15" di diagonale. Ma probabilmente hai uno schermo più grande, come quello su cui sto lavorando adesso, molto comune: un 27" con risoluzione Full HD, cioè 1920x1080 pixel. 
Guarda la fotografia qui a destra, un tipico esempio di street photography: vedi un uomo con una telecamera in mezzo a una folla. Davanti a lui c'è una donna con gli occhiali, a destra si nota un uomo stempiato. Il resto è confuso.

Ora guarda la stessa foto, qui sotto, in una dimensione più grande:

Queste pagine sono disegnate in modo che le immagini siano leggibili su uno schermo da 1.024 x 768 pixel, o più. In pratica tutti i monitor fabbricati negli ultimi vent'anni. È un'altra fotografia. Il giovane con la telecamera mi guarda senza esprimere qualcosa. Invece l'uomo sulla destra mi squadra con aria poco amichevole. La donna con gli occhiali scuri è sfocata e per questo non si impone alla vista, nonostante sia in primo piano. Ancora più sfocate sono le altre persone che riempiono l'immagine; tutte voltate nella direzione opposta, sembrano attente a qualcosa che succede fuori campo. L'insieme concentra l'attenzione sull'uomo con la telecamera.
Conclusione: la foto piccola dice poco o nulla, quella grande racconta un frammento di una storia.
Facciamo una altro semplice esperimento. La diagonale della fotografia qui a sinistra, sul mio schermo (e, probabilmente, anche sul tuo), misura 5,5 pollici. Cioè la dimensione del video di buona parte degli smartphone oggi in circolazione (i più recenti, di fascia alta, arrivano a 6", ma la situazione non cambia molto).

È una scena in interni ripresa in (poca) luce ambiente. Si vedono due uomini che chiacchierano rilassati, un tavolino con sopra delle bibite, un pezzo di libreria. L'uomo di sinistra sta raccontando qualcosa, l'altro ascolta (attento? annoiato? divertito? Difficile dirlo).

Ora, qui sotto, la stessa fotografia "a piena pagina", cioè alla massima dimensione possibile nello schema di questo sito (progettato proprio in funzione di una visione "standard", per immagini di circa 15" di diagonale, cioè 20x30 centimetri, che un tempo era la dimensione usata nelle redazioni, per scegliere le stampe da acquistare).
Anche in questo caso cambia tutto. Con un dettaglio molto importante.

Nell'immagine più grande non solo si distinguono molti particolari che sfuggono in "versione telefonino", ma si intuisce meglio l'atmosfera della scena. Il personaggio a sinistra sta raccontando qualcosa di straordinario (osserva il movimento delle mani), l'altro ascolta interessato e forse un po' incredulo.
La storia narrata da questa foto diventa ancora più interessante se chi la osserva è un appassionato di jazz, che riconosce, a sinistra, il grande sassofonista Giorgio Cùscito. E, scrutando i dettagli, capisce che la foto è stata scattata poco prima di un concerto: il personaggio a destra ha in mano il biglietto, o forse la tessera del club.

Tutto questo dovrebbe bastare per capire perché le fotografie, le buone fotografie, non dovrebbero essere guardate sul telefonino.
Sono in gioco leggi fisiche e limiti fisiologici. I nostri occhi percepiscono un campo di circa 140° in senso orizzontale, ma piuttosto confuso. Tanto che per vedere qualcosa che non sia proprio al centro del campo visivo dobbiamo muovere gli occhi e la testa. Perché solo la parte centrale della rètina (il "sensore" dell'occhio) ha una risoluzione sufficiente per distinguere dettagli abbastanza piccoli, in ogni caso non più piccoli di 0,1mm (ma ci vuole un occhio d'aquila!). E i pixel dello schermo di un telefonino sono molto, molto più piccoli, sicché molti particolari di un'immagine possono diventare del tutto invisibili.

Inoltre, proprio a causa della limitatezza del campo nitido, quando ci troviamo davanti a un'immagine abbastanza grande la guardiamo – senza rendercene conto – un pezzo alla volta. La "leggiamo", come leggiamo una sequenza di parole scritte. E quindi possiamo mettere in relazione diversi particolari che un'inquadratura troppo piccola non permette di separare a prima vista (sempre se questi particolari sono abbastatanza grandi da risultare leggibili).

Per adesso mi fermo qui. Ci sono tante altre cose interessanti in questa materia: per esempio, sarebbe bene sapere che schermini con risoluzioni molto alte non servono a nulla, perché quello che conta sono le dimensioni dell'immagine finale. O che le fotografie col telefonino sarebbe meglio non farle. Perché il telefonino non è, e non può essere, una macchina fotografica. Nonostante quello che cerca di farci credere la pubblicità. Ne riparleremo presto.

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