© A. Cotronei

Su di me (se ti interessa)

1963. Finalmente ho una macchina fotografica. Mio padre, fotoamatore di lungo corso, mi ha passato la più vecchia delle sue. E' una Icarette 946 del 1912, con il mitico obiettivo Zeiss Tessar 1:4,5, f=7,5 cm. Si deve girare la chiavetta per avanzare la pellicola, fino a quando il numero del prossimo fotogramma appare in un finestrella rossa sul dorso. Poi bisogna armare l'otturatore. Niente esposimetro né telemetro; per mirino una cornice di filo di ferro. Ma sono anni che mi preparo: leggo Progresso fotografico, studio gli articoli di Federico Patellani nell'ultima pagina di ogni numero di Storia illustrata. E imparo a  valutare "a occhio" la distanza e la luce.  Il primo rullino:dodici fotografie 6x6, tutte a fuoco e con la giusta esposizione. Forse un po' banali. Ma non c'è ancora la voglia di fare il reporter.

1965. Ho deciso: farò il giornalista, con le parole e con le immagini. Il primo tentativo va in porto: "Scopriamo l'inverno con la macchina fotografica" è l'esordio (retribuito con la bellezza di quattromila lire!) sulla rivista Turismo Giovanile.
Il capo redattore Filippo Russo, amico troppo presto scomparso, mi insegna la scrittura giornalistica e, soprattutto, a "guardare" oltre che a "vedere". La prima tecnica che deve conoscere un giornalista.
Turismo Giovanile
1969. L'inverno di Praga. La mia prima fotografia pubblicata su un importante organo di stampa, l'Osservatore della domenica (supplemento illustrato dell'Osservatore Romano di allora) del 2 febbraio. Scattata nella capitale boema il 3 gennaio, dieci giorni prima del sacrificio di Jan Palach. La "primavera di Praga" era la nostalgia della libertà. C'era un'aria plumbea, tesa. I carri armati sovietici erano nascosti alla periferia della città.
1971. Dopo la laurea in Giurisprudenza, entro al Messaggero di Roma, al servizio economico-sindacale, come sostituto per i mesi estivi.  Il giornale diretto da Alessandro Perrone è il primo quotidiano italiano con una grafica moderna, che dedica ampio spazio all'immagine. Così posso farmi conoscere anche come fotografo e collaborare con la cronaca e con lo sport.
L'esperienza al Messaggero continua dopo il periodo in redazione, con servizi fotografici per lo sport e qualche incursione nella terza pagina. Poi incomincio a collaborare con grandi pagine di "fototesti" a Momento Sera.
Nel '71 inizia anche la collaborazione con la rivista Nuova Fotografia. Che durerà fino al 1979, quando avrò scritto più di duecento articoli di immagine e di tecnica, oltre alle "notizie di cucina", un mese dopo l'altro.
1972. Il servizio militare interrompe quasi del tutto l'attività professionale, ma non spegne l'occhio del fotografo – vedi Signorsì (ma anche no).
1973. Incomincia l'attività free-lance a tutto campo. Oltre alla cronaca e allo sport, e alla collaborazione sempre più stretta con Nuova Fotografia, incomincio a farmi conoscere come fotografo di quadri e sculture. Mi chiamano, fra gli altri, artisti importanti come Vasco Bendini e Paola Levi Montalcini.
La collaborazione col Messaggero si chiude per una vicenda che ricorderò presto su queste pagine, con foto inedite. Ma i miei scatti sono sull'Espresso e su altre testate. In aprile sono iscritto come pubblicista  all'Ordine dei giornalisti.
1974. Inizia la collaborazione con la Cofas, importatore ufficiale degli apparecchi Nikon. Prima le traduzioni dei libretti di istruzioni, poi l'ufficio stampa, poi anche la pubblicità, insieme all'indimenticabile amico Guido Cosulich. Il rapporto di consulenza con la Cofas proseguirà per quasi dieci anni, fino alla chiusura della società. In questo periodo la mia attività di fotografo è a tutto campo: reportage, foto tecnica e industriale, arte e pubblicità. Seguendo i colleghi di Nuova Fotografia e sotto la guida dell'amico e maestro Vittorugo Contino studio i fondamenti della tecnica foto e cinematografica, in particolare l'ottica.
1975. Vittorugo Contino, allora docente di Ottica cinematografica e televisiva all'Accademia di Belle Arti di Roma, mi coinvolge nell'impresa di portare la fotografia negli studi superiori. Così mi trovo professore della stessa materia presso l'Accademia di Belle Arti di Foggia. Pendolare a lungo raggio, ma con grandi soddisfazioni.
1976. Sono docente di Storia della fotografia e Lettura critica dell'immagine nella sede romana dell'Istituto Europeo di Design. Continuo l'attività di reporter e fotografo d'arte, ma mi occupa soprattutto la fotografia tecnica, per la Cofas e per  Nuova Fotografia (ora sono senior editor.).
1977. Realizzo per la Cofas, e poi per altre aziende, come Renault e Pfizer, i primi audiovisivi slide and sound: proiezioni di diapositive in dissolvenza sincronizzate con una colonna sonora.
1979. Per alcuni mesi sono direttore della sede di Roma dell'Istituto Europeo di Design. Chiusa la breve, ma interessante esperienza, apro lo Studio Multicom - comunicazione multimedia, prima struttura a Roma a offrire la consulenza e formazione in comunicazione, insieme alle produzioni audiovisive. 
1982. Dopo un periodo in cui abbiamo percorso strade parallele, riprende il sodalizio con Guido Cosulich e lo Studio Multicom diventa s.r.l. Inizia la produzione di grandi programmi in multivisione, film e video. Arrivano grandi clienti, come Agip, Esso, IP, Italsiel, Bulgari, Mila Schön, le farmaceutiche Angelini e Serono e altre importanti società.
1986. Studio Multicom è una delle prime strutture in Italia che offrono la computer grafica con uscita su pellicola ad altissima risoluzione. Multivisione computerizzata, film e video industriali, computer grafica: l'informatica è diventata il mio pane quotidiano.
1987. Un cortocircuito che avrà sviluppi imprevedibili. La pratica col computer e gli studi in legge mi portano a interessarmi all'informatica giuridica e alle questioni legate alla protezione dei dati personali, che incominciano a emergere in questo periodo.
1991. Mi sono stancato di fare il dirigente d'azienda, voglio ritornare a fare il mio vero mestiere. Così alla fine del '90 chiudo la baracca (che pure andava bene) e ricomincio a scrivere e a fare fotografie. La prima collaborazione è con la rivista MCmicrocomputer, con articoli su informatica e fotografia. Ma presto il cortocircuito tra computer e diritto fa i suoi effetti: scrivo centinaia di articoli su informatica e diritto e informatica nella pubblica amministrazione. Il rapporto con MCmicrocomputer finisce nel 1998, quando la rivista chiude. Ma ormai lavoro soprattutto come consulente e docente in informatica giuridica e diritto delle tecnologie. Diverse università, enti pubblici e aziende mi chiamano per svolgere seminari, soprattutto su firma digitale e protezione dei dati personali. MCmicrocomputer N, 121 - 1992
1995. Il diritto delle tecnologie è materia nuova, stimolante. Metto in piedi il Forum multimediale La società dell'informazione, primo esempio di discussione giuridica sul Web italiano. Si apre con la sessione su "Comportamenti e norme nella società vulnerabile". Arrivano contributi dei più importanti giuristi italiani esperti in tecnologie dell'informazione. 
1997. Dal Forum a  InterLex, il primo periodico telematico italiano registrato come testata giornalistica. Sotto la testata c'è scritto "Diritto, tecnologia, informazione". Nel 2018 InterLex è al suo ventitreesimo anno di vita, con quasi 600 numeri e più di 4.000 articoli pubblicati e sempre accessibili.
2000 (e oltre). Il diritto delle tecnologie è ormai pane quotidiano. Consulenze, collaborazioni con studi legali, seminari aziendali e lezioni universitarie. E anche libri.
2003. Fotografia e informazione non sono scomparse dal mio orizzonte. Compero la prima fotocamera digitale e poi una videocamera, studio le nuove possibilità della registrazione ottica senza pellicola.
Manlio Cammarata reporter 2006. Creo questo sito, Manlio Cammarata reporter, spin-off di InterLex, dedicato ai problemi dell'informazione e della comunicazione. È aggiornato fino al 2011, quando comprende circa 1.600 pagine.
Tabulas ebook e dintorni 2012. È incominciata l'era degli ebook. Il secondo spin-off di InterLex è Tabulas - ebook e dintorni. Ma gli editori continuano a pensare che il libro sia una "cosa" di carta, inchiostro, colla. Senza considerare che costa un mucchio di soldi e spesso ne rende pochi. Mentre il libro liquido costa quasi nulla e, se non vende, pazienza, non ci sono resi da gestire.
2013. Prove tecniche di narrativa. Il primo romanzo è una spy story, si intitola Il colonnello Rey, suppongo. Seguiranno Un doppio enigma, colonnello Rey (2015) e Non è Casablanca, colonnello Rey (2017).  Manlio Cammarata - Il colonnello Rey, suppongo
2017. Manlio Cammarata reporter e Tabulas ritornano a far parte di InterLex, che riprende le pubblicazioni. Rinnovata e ridisegnata, ma sempre fedele ai suoi principi: spiegare il diritto a tutti, con un linguaggio chiaro, e seguirne l'evoluzione con spirito indipendente e senza fare sconti a nessuno.
2018. Continua il lavoro nel campo del diritto, in particolare nella materia della protezione dei dati personali. Sono "Responsabile della protezione dei dati" (DPO) per Taxiblu di Milano. Ma non trascuro la vecchia passione per la fotografia e la comunicazione. Così, con queste pagine personali, riprendo la pubblicazione di Manlio Cammarata reporter. E la storia continua.
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