Esercizi di luce su un paesaggio qualunque 

2012-2018

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Non è un "panorama mozzafiato".
È un paesaggio qualunque, ferito da costruzioni recenti che offendono l'ambiente. Con vecchi edifici imbellettati con incongruenti intonaci bianchi. Perfetti per il sole africano o per i lindi contesti delle Alpi, ma del tutto estranei ai colori di un paesaggio come quello a Nord di Roma, che ha già i toni della Tuscia. Orinatoi a parte.
Ma per un fotografo...
Per un fotografo è solo una questione di luce e di scelta dell'inquadratura.
Il primo Sole batte sulle mura antiche del convento. Brillano i vetri delle finestre. La luce rossa inonda la valle, esalta il colore bruno degli alberi colpiti dagli incendi. Che di rado mancano l'appuntamento con l'estate.

Questo è il panorama che mi dà il buongiorno quando mi sveglio più presto del solito. E che qualche volta mi consiglia di prendere la macchina fotografica prima ancora dello spazzolino da denti.

 

 
Il teleobiettivo è impietoso e scruta nei dettagli. Dettagli che cambiano al mutare della luce. Come se la realtà fosse diversa alle diverse ore del giorno.
Antimus Ursinus... Se mi affaccio alle finestre sul retro è tutta un'altra storia: il medioevo è appena trascorso. Ma la modernità ha prodotto falsi merli ghibellini. Sproporzionati, un pugno nell'occhio.
Che strano colore ha il cielo, stasera. Minaccia tempesta.

Devo combattere con il bilanciamento automatico del bianco per rendere il tono cupo di queste nuvole.

Tutta un'altra luce nel mattino nebbioso che segue la notte di tempesta. La coppia di orinatoi ne porta il segno.

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